Gens Maris: Antonio Ramognino - Gens Maris

Salta al contenuto

Pagina 1 di 1
  • Non puoi iniziare una nuova discussione
  • Non puoi rispondere a questa discussione

Antonio Ramognino quando il caso...

#1 Guest_capo malaspina_*

  • Gruppo: Guests

Inviato 14 January 2010 - 07:50 AM

Gente,
voglio raccontarvi un aneddoto accadutomi anni fa, che ho già scritto in altro noto forum, ma che voglio riproporlo anche qui, perché credo piacevole e perché forse qualcuno di voi non ne era a conoscenza.

Certe volte vediamo in giro delle auto con diverse vetrofanie o adesivi appiccicati alla carrozzeria, certamente non fanno bella figura e fanno apparire la macchina come un mezzo pubblicitario o un auto da corsa con l’identificativi dei vari sponsor.
In più remota età, dati i miei precedenti rallistici, avevo la deformazione di “attaccare” all’auto qualche adesivo specifico di mio interesse. Poi col tempo e la maturazione personale, ho diminuito quest’abitudine fino a farla scomparire…quasi del tutto.
Sì, perché una vetrofania la metto sempre sui miei mezzi, anche contro il parere di Zigu che mi guarda male, perché mal sopporta quest’esternazione.
Ovviamente la vetrofania che affiggo è il simbolo della Marina Militare.
Diversi anni fa, l’avere sul vetro dell’auto quest’adesivo, mi ha permesso di vivere un momento indimenticabile.

Era l’ultimo dell’anno del 1993, con la mia fida (poco, perché aveva sempre un anomalia) Alfa 90, mi stavo recando con la famiglia a Savona per trascorrere l’ultimo dell’anno da amici, intorno alle 1830 mi trovavo a passare per Genova e poco dopo il viadotto Polcevera (chi conosce la zona, sa cosa vuol dire il traffico a quell’ora e in quel punto), la macchina iniziò ad avere seri problemi di alimentazione. In pratica mi si spengeva il motore per 10/15 secondi, ma vi assicuro che in galleria senza corsia di emergenza e con un traffico anche pesante, di quell’ora, mi sembravano secoli e temevo seriamente per la mia incolumità.
Poi come d’incanto ripartiva e con mio sommo sollievo spingevo velocemente per togliermi dai pasticci. Ma poco dopo era la stessa musica.
Quindi sfinito da questa supplizio, appena arrivato alla prima uscita utile (Pegli), non ci pensai due volte di uscire dalla pericolosa autostrada.
L’anomalia si presentava costantemente ogni poche centinaia di metri, ma in quel modo con le frecce di emergenza accese, riuscii ad arrivare fuori dal raccordo e fermarmi lungo un marciapiede dell’Aurelia.
Per contribuire al giramento di “zibidei” era anche iniziato a piovere. Avevo aperto il cofano dell’auto per guardare se c’era qualche contatto che desse problemi, ma tutto era apparentemente a posto. Mentre prono sul cofano motore, passa un auto che gira per scendere la rampa che porta ad un garage sotto il palazzo a fianco a cui ero parcheggiato.
L’automobilista, vistomi in “panne”, apre il vetro e mi dice:
“Guardi che se ha problemi può venire giù nella mia autorimessa”, poi vistomi un attimo titubante e da buon genovese rimarca “…è gratis, la ospito volentieri!”
Quindi, ma non per quest’ultima motivazione, rimisi in moto e alla meglio arrivai nell’autorimessa.
Intanto avevo avvertito del problema meccanico il mio amico savonese, che mi sarebbe venuto a prendere.
Nell’attesa mi ero presentato al gentile proprietario di quella autorimessa e parlavamo del più e del meno, quando notando sul lunotto della mia macchina lo stemma della MM, mi disse:
“Ma lei è in Marina?”
Alchè risposi di averci fatto il servizio di leva, ma che ero iscritto all’Anmi e orgogliosamente esternavo quest’appartenenza anche con quel mezzo.
Quindi il mio benefattore continuò:
“Anch’io ho fatto parte della Regia Marina, anche se da civile.”
Questo mi incuriosì e chiesi cosa intendesse per “civile”.
Candidamente mi rispose:
“Sono un ingegnere e ho collaborato con i mezzi d’assalto della Decima Mas e il Principe Valerio Borghese”.

Non ho mai sentito un esplosione di un ordigno atomico, ma vi garantisco che il rumore che fecero quelle parole nella mia mente credo l’avrebbero superato.
A questo punto leggermente frastornato chiesi con voce flebile:
“Scusi…ma lei come si chiama?”
“Mi chiamo Antonio Ramognino”
Da quel momento per me non esisteva più niente. Casualmente avevo avuto l’opportunità di conoscere una persona che aveva fatto la storia della Regia Marina e in particolare i mezzi d’assalto.
Parlammo a lungo di quegli eventi, si commosse leggermente parlando di villa Carmela ad Algegiras, pensando alla consorte, di cui la villa portava il nome, oramai scomparsa.
Il mio amico savonese era già arrivato da un pò, ma per me il tempo si era fermato alla presentazione di quel signore.
Poi in qualche modo riuscirono a farmi tornare a terra e salutai ringraziando l’ingegner Ramognino, che anche il quell’occasione si era dimostrato un signore.

#2 L   Marcuzzo Icona

  • Icona
  • Gruppo: Admin
  • Messaggi: 1609
  • Iscritto: 12-January 10
  • ProvenienzaRegno delle due Sicilie

Inviato 14 January 2010 - 09:07 AM

Di questi incontri ce ne vorrebbero almeno uno al mese!!!
Non c'è limite alla forza del mare.

"Mi fu vita il mare e mi fu morte, corsi all'appello della Patria in armi, fremeva l'animo indomito e fidente.
Ai venti gridavo "Italia" ed alle onde, e per l'Italia navigai, caddi e mi coprì l'abisso.
Ma il mio spirito aleggia eterno nelle notti di stelle o di tempesta sull'itala gente laboriosa e forte.
Perennemente all'erta, io, marinaio d'Italia."

Immagine Postata

Pagina 1 di 1
  • Non puoi iniziare una nuova discussione
  • Non puoi rispondere a questa discussione

1 utenti stanno leggendo questa discussione
0 utenti, 1 ospiti, 0 utenti anonimi